Quanto avvenuto in Giappone non coinvolge le produzioni di tonno in scatola del mercato italiano

L’ANCIT chiarisce che quanto accaduto in Giappone nel marzo del 2011 non riguarda il tonno in scatola consumato in Italia.

 

 

–          A seguito dell’incidente di Fukushima, sono stati previsti rigorosi controlli sui prodotti alimentari da parte delle Autorità internazionali, europee e nazionali; in particolare è in vigore un Regolamento della Commissione UE(966/2012)  che impone condizioni speciali per l’importazione nei Paesi dell’Unione Europea di alimenti originari del Giappone o da esso provenienti

–          Sui prodotti ittici e in particolare sul tonno non sono mai state rilevate anomalie così da escludere rischi per la salute dei consumatori

–          Secondo la classificazione della FAO, le acque giapponesi rientrano nella zona di pesca FAO 61 (Oceano Pacifico nord-occidentale)

–          La zona FAO 71 fa riferimento all’oceano Pacifico centro-occidentale nell’emisfero australe e non ha nulla a che vedere con il mar del Giappone

–           Le specie di tonno che vengono utilizzate per essere inscatolate per il nostro mercato vivono nelle acque tropicali  e dunque ben distanti dalle acque giapponesi

–          Le aziende associate ad ANCIT che inscatolano il tonno non ricevono tonno dalla zona FAO 61.

–          Il Giappone non esporta prodotti ittici, incluso il tonno, ma li importa per soddisfare un fabbisogno interno particolarmente elevato

–          L’indicazione dell’area di pesca non è richiesta dalla legislazione europea o italiana, tuttavia numerose aziende associate comunicano in etichetta  o attraverso altre modalità (es. sito aziendale, servizio consumatore) questo tipo di informazioni.