Identificazione delle specie ittiche attraverso l’utilizzo del DNA

Tra le 8 specie di tonno appartenenti al genere Thunnus, il tonno obeso (Thunnus obesus) e il tonno pinna gialla (Thunnus albacares) sono tra le specie più vicine dal punto di vista evolutivo, condividendo differenti tratti genetici e fenotipici. Alla luce di ciò, non sono stati rari i casi in cui si è assistito ad una loro misidentificazione, con conseguenti ripercussioni negative sulle stime di abbondanza di queste due specie dall’elevata importanza biologica e commerciale. Tutto ciò viene esasperato quando ci si trova a lavorare con le loro forme giovanili (<40cm di lunghezza alla forca), in cui queste somiglianze morfologiche sono ulteriormente accentuate (Fig.1).

Fig.1_ Giovanili di Thunnus albacares e di Thunnus obesus

Nel nostro studio, volto alla caratterizzazione della struttura spaziale degli stock di tonno pinna gialla a livello globale, il dover lavorare con le forme giovanili di questa specie, caratterizzati da una ridotta capacità di compiere lunghi spostamenti rispetto agli adulti, è stata una scelta doverosa e necessaria. Al fine di eludere ogni forma di misendificazione tra le due specie, abbiamo condotto il test genetico del “DNA barcoding” per verificare che gli individui campionati fossero realmente il target del nostro studio. Il nome di questa tecnica molecolare si riferisce al modo in cui uno scanner riconosce i differenti prodotti utilizzando i codici a barre lineari o “UPC” (Universal Product Code). Allo stesso modo, il DNA barcoding, presupponendo che ogni specie possiede un unico codice “a barre” di DNA, sfrutta la variabilità di un frammento del genoma (marcatore molecolare), come firma molecolare per identificare con esattezza numerosi taxa. Dal punto di vista analitico, la metodica ha previsto l’estrazione del DNA totale da un pezzo di tessuto dell’animale (es. pinna, muscolo etc.) e la successiva amplificazione genica via PCR (Polymerase Chain Reaction) di un frammento di un gene mitocondriale. I frammenti amplificati sono stati poi risolti su un sequenziatore di DNA, ottenendo delle sequenze di nucleotidi che sono state allineate, attraverso l’utilizzo di un sofware specifico, e confrontate sia tra loro e sia con le sequenze depositate in banca dati (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/) (Fig.2.)

Fig.2_ Flow chart del DNA barcoding: dal prelievo del tessuto all’estrazione,amplificazione, sequenziamento e analisi dati.

La conferma che tutti gli individui campionati fossero realmente tonno pinna gialla conferma la professionalità ed esperienza che l’industria italiana del tonno in scatola mette al servizio dei consumatori, al fine di garantire la massima tracciabilità, autenticità e trasparenza dei prodotti lungo la filiera alimentare.

Questi risultati confermano ulteriormente l’efficacia delle analisi del DNA come promettente strumento diagnostico nel settore ittico.